Sabato 14 marzo, allo Spazio Incontri dei Social Cohesion Days di Fa' la cosa giusta! a Rho Fiera, Insieme Salute ha promosso un confronto che parte da una constatazione semplice e scomoda: in Italia, la salute mentale è ancora un lusso. Chi può permetterselo paga. Chi non può, aspetta o rinuncia.
Eppure qualcosa sta cambiando.
La domanda di supporto psicologico è cresciuta in modo profondo e irreversibile, chi ha intrapreso un percorso terapeutico è passato dal 29% al 39% in soli quattro anni. Le persone cercano aiuto con una consapevolezza nuova. Il problema è che il sistema pubblico fatica a starci dietro, e il privato resta fuori dalla portata economica di molti.
La mutualità ha già scelto di rispondere a questo bisogno di salute. Oggi sono 45.000 le persone che attraverso Insieme Salute accedono a supporto psicologico gratuitamente, senza prescrizione, senza lista d'attesa. Perché 500.000 soci hanno scelto di mettere insieme le proprie risorse per garantire a tutti quello che da soli non si potrebbe avere. Questa è la mutualità: una forma di sostenibilità collettiva che non produce profitto sulla salute delle persone, ma produce salute attraverso le persone.
È un modello che parte da una convinzione precisa: la salute nasce dalla relazione. Non dal singolo accesso a una prestazione, ma dalla qualità dei legami, dalla comunità che si prende cura, dal fatto che nessuno venga lasciato solo davanti al proprio disagio.
Il mondo cooperativo conosce bene questo principio, e insieme al modello mutualistico sta dimostrando che il welfare psicologico che l'Italia ancora non ha si può costruire dal basso, oggi.
La mattinata ha riunito voci istituzionali, del mondo della ricerca e della cooperazione sociale: Carlo Borghetti, Francesco Renato Caroli, Marta Battioni, Corrado Celata, Chiara Agostini, Adriano Mione, Claudio Canepa e Bruno Ceccarelli per ragionare insieme su questo futuro.
Ma la giornata non è rimasta solo sul piano del dibattito. Al nostro stand, abbiamo offerto a tutti i visitatori di Fà la cosa giusta! la possibilità di ricevere gratuitamente per un anno il nostro servizio di supporto psicologico, semplicemente scegliendo di aderire ad una qualsiasi delle nostre forme di assistenza. In tanti hanno scelto di farlo, in tanti hanno deciso di entrare a far parte di una comunità che sulla salute non fa profitto, ma costruisce diritti.
Il nostro evento di sabato è la dimostrazione che un altro modo di intendere la salute esiste, funziona e cresce. La psicologia come diritto ordinario non è un obiettivo lontano: è già realtà per 45.000 persone, ed è la direzione in cui Insieme Salute continua a muoversi ogni giorno, insieme al mondo cooperativo e a chiunque creda che la salute nasca dalla comunità prima che dal mercato.
Da soli la psicologia è un lusso.
Insieme è un diritto.
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